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venerdì 16 settembre 2011

Maranathà, Vieni Signore Gesù


Maranathà, vieni Signore Gesù

ti prego, Signore Gesù, vieni presto, senza di te siamo tribolati e senza pace. Tu sai tutto. Gesù, il cuore ci duole per i dispiaceri e per tutto quello che sentiamo in questa valle di lacrime. Ti prego, non ci abbandonare. Tu hai pianto per il tuo amico Lazzaro. Ti prego, manda il tuo Spirito nei nostri cuori. Hai pianto per la tua città, Gerusalemme, che ti rinnegava e fuggiva da te, eppure hai una misericordia infinita per noi, che siamo la tua famiglia che stabilisce l'amore in quelli che ti amano. Signore Gesù, ti prego, senza di te non ce la facciamo. Mio Signore, mio Dio, mio tutto, nostro Salvatore, salva il tuo popolo, che anela a te. Speranza nostra, tu vedi tutte le nostre sofferenze; prega il Padre di avere pietà per le sue creature. Io, nel tuo nome, con le braccia alzate verso il cielo, chiedendo pietà e misericordia, prego il Padre Onnipotente di intervenire presto. Maranathà, vieni Signore Gesù. Venga presto il tuo Regno. Cosi sia. Lode e gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo.

giovedì 15 settembre 2011

Testimonianza di Fede di Suor Anna Nobili

martedì 13 settembre 2011

Per Una Buona Confessione


Per fare una buona confessione dobbiamo chiedere allo Spirito Santo di aiutarci a dichiarare con sincerità e vero pentimento tutte le nostre colpe. Lo schema riportato qui di seguito può aiutarci in questo impegno.

- AMARE IL SIGNORE DIO CON TUTTO IL CUORE
Sono cristiano nella vita di tutti i giorni o solo... all'anagrafe?
La mia FEDE è genuina e operosa o solo... di facciata? Sono superstizioso, credo alla magia, ai sortilegi? Frequento cartomanti, indovini?
Prego solo quando ho bisogno di grazie oppure sempre, anche quando le mie cose (salute, affari...) vanno storte? Bestemmio, impreco? Partecipo con devozione e con frutto alla Messa festiva, ai Sacramenti, alla Catechesi? Parlo male della Religione, della Chiesa? Per me contano di più' il denaro, il benessere materiale, la carriera, il successo, i divertimenti oppure DIO e la Salvezza Eterna?

- AMARE IL PROSSIMO
II Vangelo insegna che non si può amare Dio se non si ama anche il prossimo. Ne sono convinto? Come figlio, sono obbediente e rispettoso dei genitori, dei nonni, dei fratelli e dei famigliari? Come fidanzato/a mi preparo seriamente al matrimonio pregando insieme e vivendo la castità come educazione del cuore all'amore vero e sincero?
Come genitore, mi preoccupo dell'educazione umana e cristiana dei figli? Do loro buon esempio? Trovo tempo e modi per stare con loro e per pregare con loro?
Come coniuge sono fedele ai doveri del matrimonio e della famiglia? Sono aperto al dialogo, sono paziente, so perdonare, so compatire i limiti e i difetti dell'altro? Amo il prossimo sull'esempio del Signore Gesù Cristo? Sono facile alla calunnia, all'invidia, alla gelosia, alla maldicenza, alla prepotenza?
Come lavoratore o datore di lavoro, sono giusto, onesto, rispettoso dei diritti? Ho rispettato la vita altrui? Ho rubato? Ho imbrogliato nel commercio? Ho danneggiato la roba degli altri e della collettività? Guido l'auto con prudenza e in rispetto della vita mia e altrui?

- USARE BENE I PROPRI TALENTI
Mi chiedo, davanti al Signore, che cosa vuole da me, qual'è la mia vocazione? Curo la mia vita spirituale con la preghiera quotidiana, con la Parola di Dio? Partecipo con interesse e senso di dovere alla vita della Comunità parrocchiale, diocesana? Come uso il tempo e i diversi doni ricevuti dal Signore? Mi impegno per il prossimo più debole?
Esagero nel mangiare, nel bere e nel fumo? Faccio uso di droghe?
Come cittadino cristiano compio i doveri politici e sociali? Pago le tasse? Rispetto l'ambiente? Cos'altro la mia coscienza mi rimprovera?

- FARE LA PENITENZA
Dopo la CONFESSIONE sincera e completa delle mancanze, soprattutto gravi, il Sacerdote suggerisce opportuni consigli per una vita cristiana più viva e coerente. Invita quindi, come "penitenza", a recitare qualche preghiera o a compiere un gesto penitenziale o di carità a favore dei poveri, nei quali si nasconde Gesù.
La Confessione termina con la recita dell'Atto di dolore e con l'Assoluzione dei peccati, che il Sacerdote imparte in nome di Dio e della Chiesa.

- RECITARE L'ATTO DI DOLORE
Mìo Dio, mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati, perché pec­cando ho meritato i tuoi castighi, e molto più perché ho offeso Te, infinita­mente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa, propongo col Tuo santo aiuto di non offenderti mai più e di fuggire le occasioni prossime di pecca­to, Signore misericordia, perdonami.

lunedì 12 settembre 2011

Testimonianza di Mirjana ai Pellegrini Settembre 2011

venerdì 9 settembre 2011

Storia del Santo Rosario


Il santo Rosario, essendo sostanzialmente composto della preghiera di Cristo Gesù e della salutazione angelica - il Pater e l'Ave - e della meditazione dei misteri di Gesù e di Maria, è senza dubbio la prima e la principale devozione in uso presso i fedeli, dal tempo degli Apostoli e dei primi discepoli, dì secolo in secolo giunta fino a noi.

Tuttavia, nella forma e nel metodo in cui è recitato attualmente, fu ispirato alla Chiesa e suggerito dalla Vergine a san Domenico per convertire gli Albigesi e i peccatori, soltanto nel 1214, nel modo che sto per dire, così come lo riferisce il beato Alano della Rupe nel suo celebre libro De Dignitate psalterii.
San Domenico, constatando che i peccati degli uomini erano di ostacolo alla conversione degli Albigesi, si ritirò in una foresta presso Tolosa e vi restò tre giorni e tre notti in continua preghiera e penitenza. E tali furono i suoi gemiti e i suoi pianti, le sue penitenze a colpi di disciplina per placare la collera di Dio che cadde svenuto. La Vergine santa, allora gli apparve accompagnata da tre principesse del cielo e gli disse: “Sai tu, caro Domenico, di quale arma si servì la SS. Trinità per riformare il mondo?” - “Signora mia - le rispose - voi lo sapete meglio di me: dopo il figliolo vostro Gesù voi foste lo strumento principale della nostra salvezza”. Ella soggiunse: “Sappi che l'arma più efficace è stato il Salterio angelico, che è il fondamento della Nuova Alleanza; perciò se tu vuoi conquistare a Dio quei cuori induriti, predica il mio salterio”.
Il Santo si ritrovò consolato e ardente di zelo per la salvezza di quelle popolazioni, andò nella cattedrale di Tolosa. Immediatamente le campane, mosse dagli angeli, suonarono a distesa per radunare gli abitanti. All'inizio della sua predica si scatenò un furioso temporale; il suolo sussultò, il sole si oscurò, tuoni e lampi continui fecero impallidire e tremare tutto l'uditorio. Il loro spavento crebbe quando videro una effige della Vergine, esposta in luogo ben visibile, alzare per tre volte le braccia al cielo e chiedere la vendetta di Dio su di loro qualora non si convertissero e non ricorressero alla protezione della santa Madre di Dio. Questo prodigio del cielo infuse la più alta stima per la nuova devozione del Rosario e ne estese la conoscenza.
Il temporale finalmente cessò per le preghiere di san Domenico, che proseguì il discorso spiegando l'eccellenza del santo Rosario con tanto fervore ed efficacia da indurre quasi tutti gli abitanti di Tolosa ad abbracciarne la pratica e a rinunciare ai propri errori. In breve tempo si notò nella città un grande cambiamento di costumi e di vita.

San Domenico, ispirato dallo Spirito Santo, istruito dalla Vergine e dalla sua personale esperienza, fin che visse predicò il Rosario con l'esempio e con la parola, nelle città e nelle campagne, ai grandi e ai piccoli, ai sapienti ed agli ignoranti ai cattolici ed agli eretici. Il santo Rosario, ch'egli recitava ogni giorno, era la sua preparazione alla predica e il suo appuntamento dopo la predicazione. Un giorno - ricorreva la festa di san Giovanni Evangelista - il Santo stava in una cappella dietro l'altare maggiore della cattedrale di Notre-Dame a Parigi e recitava il santo Rosario per prepararsi a predicare. La Vergine gli apparve e disse: “Domenico, la predica che, hai preparato è buona, ma molto migliore è questa che ti pre-sento”. San Domenico riceve dalle mani di lei il libro in cui è scritto il discorso, lo legge, lo gusta, lo fa suo e ringrazia la Vergine santa. All'ora della predica sale sul pulpito e, dopo aver detto in lode di san Giovanni Evangelista soltanto ch'egli aveva meritato di essere il custode della Regina del cielo, dichiara all'illustre uditorio dei grandi e dei dottori abituati a discorsi singolari e forbiti, che avrebbe continuato non con le dotte parole della sapienza umana, ma con la semplicità e la forza dello Spirito Santo. E li intrattenne sul Rosario, spiegando loro, parola per parola come avrebbe fatto parlando a fanciulli, il Saluto angelico, servendosi dei pensieri e degli argomenti molto semplici letti sul foglio che gli era stato consegnato dalla Madonna.

Lo stesso beato Alano della Rupe, come riferisce ancora il Cartagena, racconta di parecchie altre apparizioni di Nostro Signore e della Vergine Santa a san Domenico per stimolarlo ed infervorarlo sempre più a predicare il santo Rosario perché il peccato sia distrutto e i peccatori e gli eretici si convertano. Ad un certo punto il Cartagena scrive: “Il Beato Alano racconta che la Madonna gli rivelò come suo Figlio Gesù Cristo era apparso a san Domenico, e gli aveva detto: “Domenico, io mi compiaccio nel constatare che non ti appoggi sulla tua personale sapienza, che lavori con umiltà alla salvezza delle anime e non cerchi di piacere agli uomini vani. Molti predicatori, invece, usano fin dal principio tuonare contro i peccati più gravi, ignorando che prima di somministrare un rimedio disgustoso bisogna disporre il malato a riceverlo e a profittarne. Per questo devono innanzitutto esortare gli uditori ad amare la preghiera e specialmente il salterio angelico. Se tutti incominceranno a pregare così, senza dubbio la divina clemenza sarà propizia a quanti persevereranno. Predica dunque il mio Rosario”.

Siccome ogni cosa, anche la più santa, quando dipende soprattutto dalla volontà degli uomini, è soggetta a mutamento, non bisogna meravigliarsi se la Confraternita del santo Rosario perseverò nel fervore primitivo solo per lo spazio di circa cento anni dalla sua istituzione; in seguito essa fu quasi sepolta nell'oblio. All'abbandono del santo Rosario, contribuirono senza dubbio la malizia e l'invidia del demonio che volle arrestare il corso delle grazie di Dio attirate sul mondo da tale devozione.
Infatti la giustizia divina colpì tutti i, regni d'Europa, nel 1349, con la più orribile peste che fosse mai venuta; partita dal Levante si diffuse in Italia, in Germania, in Francia, in Polonia, in Ungheria; quasi tutti questi paesi furono devastati talmente che di cento uomini appena uno sopravvisse. Nei tre anni che durò il contagio, le città, le borgate, i villaggi, i monasteri furono quasi completamente spopolati. A questo flagello di Dio seguirono altri due: l'eresia dei Flagellanti ed il funesto scisma del 1376.

Quando finalmente, per divina misericordia, queste calamità cessarono, la Vergine Santa ordinò al Beato Alano della Rupe, illustre dottore e predicatore di fama dell'Ordine di S. Domenico del convento di Dinan, in Bretagna, di rinnovare l'antica Confraternita del santo Rosario; così, per disposizione della Vergine, l'onore di ristabilire la nota Confraternita, toccò a un religioso della stessa provincia dove essa era nata.
Per compiere quest'opera il beato Alano incominciò a lavorare nel 1460, specialmente dopo che Nostro Signore - come egli stesso riferisce - gli disse, dall'Ostia Santa mentre celebrava la Messa, per deciderlo a predicare il Rosario: “Ma come, di nuovo tu mi metti in croce?”.
“Che dite mai Signore?”, rispose il beato Alano, spaventato.
“Sì, sono i tuoi peccati che mi crocifiggono - soggiunse Gesù - e preferirei venire crocefisso un'al tra volta piuttosto che vedere il Padre mio nuovamente offeso dai peccati che hai commesso in passato. E anche adesso tu mi crocifiggi poiché possiedi la scienza e quanto occorre per predicare il Rosario della mia Madre e con questo mezzo istruire, tenere lontane dal peccato tante anime in modo da salvarle ed impedire molti altri mali, ma tu non lo fai e così sei colpevole dei peccati che si commettono”. Questi tremendi rimproveri decisero il beato Alano a predicare senza posa il Rosario. Anche, la Vergine santa, gli disse un giorno per animarlo sempre più a predicare il Rosario: “Tu sei stato un grande peccatore in gioventù, ma io ottenni da mio Figlio la tua conversione, ho pregato per te ed avrei perfino desiderato, se ciò fosse stato possibile, di soffrire ogni sorta di pene per salvarti, perché i peccatori convertiti sono la mia gloria e per renderti degno di predicare dovunque il mio Rosario”.
S. Domenico svelandogli i grandi frutti ottenuti da lui nelle popolazioni per mezzo di questa bella devozione gli disse: “Vedi il frutto che ho colto predicando il Rosario? Fatelo anche voi, tu e tutti quanti amate la Madonna, se volete attirare tutti i popoli alla vera scienza delle virtù per mezzo di questo eccellente esercizio del Rosario”.
Ecco, in breve, quanto. la storia ci insegna riguardo alla istituzione del santo Rosario per mezzo di S. Domenico. e al suo ristabilimento per opera del beato Alano della Rupe.

Da quando san Domenico istituì questa devozione e sino al 1460, anno in cui il beato Alano della Rupe la rinnovò per ordine del cielo essa è detta Salterio di Gesù e di Maria, sia perché contiene tante salutazioni angeliche quanti salmi ha il salterio di Davide, sia perché i semplici e gli ignoranti che non possono recitare il Salterio di Davide, ricavano dalla recita del Rosario lo stesso frutto che si ottiene con la recita dei salmi.

Da quando il beato Alano della Rupe rinnovò questa devozione, la voce del popolo, che è voce di Dio, la chiamò “Rosario”, cioè corona di rose; e ciò per significare che ogni qual volta si recita devotamente il Rosario si pone in capo a Gesù e a Maria una corona di 153 rose bianche e di 16 rosse del paradiso, che non perderanno mai la loro bellezza e il loro splendore.
La Vergine approvò e confermò questo nome di Rosario rivelando a parecchi che con le Ave Maria recitate in suo onore, le si fa dono di altrettante gradite rose; e di tante corone di rose quanti sono i Rosari recitati.
Il Rosario è dunque. una grande corona di rose; una parte del Rosario é come un piccolo serto di piccoli fiori o piccola corona di rose celesti che si mette in capo a Gesù e a Maria. Come la rosa è la regina dei fiori, così il Rosario è la rosa e la prima fra, le devozioni.

di Saint Louis Marie Grignion De Montfort

Atto di Dolore


Vedendo un documentario che narrava un triste episodio di guerra, rimasi colpito da un fatto. Molti soldati italiani presi prigionieri, erano stati concentrati in un luogo di campagna.

Credevano che sarebbero stati condotti in un campo di prigionia e si preparavano a marciare, ma un ufficiale italiano, che forse capiva la lingua del nemico, o comunque aveva capito quel che stava per accadere,
gridò ai nostri soldati: “Recitate l'atto di dolore!”

Pochi istanti dopo, dalle mitragliatrici del nemico partirono raffiche incrociate che massacrarono quasi tutti i soldati (qualcuno rimase ferito e venne salvato dalla popolazione del posto, dopo che il nemico abbandonò il luogo del misfatto).

Mi ha fatto riflettere molto quel “Recitate l'atto di dolore!” gridato dall'ufficiale italiano. Sì, un atto di dolore, se recitato devotamente, può salvare la propria anima, poiché causa una contrizione perfetta del cuore, cioè procura un dolore perfetto delle proprie colpe, dolore causato principalmente dall'aver offeso Dio infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa.

Chissà quanti soldati in quell'occasione riuscirono a fare un atto di contrizione. Chissà quanti sapevano recitare l'atto di dolore.

Ohimè, se accadesse oggi un fatto del genere, temo che ben pochi saprebbero recitare questa importantissima preghiera. Il tempo per dire barzellette, chiacchiere e pettegolezzi non manca mai, ma se si tratta di imparare a memoria una preghiera, si dice che non si ha tempo.

Un giorno, il Cardinale Bellarmino andò a visitare un moribondo. Tentò di prepararlo alla confessione e alla buona morte facendogli fare un atto di contrizione, ma il moribondo affermava di non capire quei concetti, e in quello stato se ne morì.

lunedì 5 settembre 2011

Carlo Acutis (1991-2006)



Carlo Acutis (1991-2006)

"L'Eucaristia é la mia autostrada per il Cielo"

www.carloacutis.com

Messaggio Della Madonna a Mirjana Del 2 Settembre 2011

Cari figli,

io con tutto il cuore e con l’anima piena di fede e di amore verso il Padre Celeste vi ho donato e vi dò nuovamente mio Figlio.

Mio Figlio ha fatto conoscere a voi, popolo di tutto il mondo, l’unico vero Dio ed il Suo Amore.

Vi ha condotto sulla strada della verità e vi ha reso fratelli e sorelle.

Perciò, figli miei, non vagate inutilmente, non chiudete il cuore di fronte a questa verità, speranza ed amore.

Tutto attorno a voi è passeggero e tutto crolla, solo la gloria di Dio rimane.

Perciò rinunciate a tutto ciò che vi allontana dal Signore.

Adorate solo Lui perché Egli è l’unico vero Dio.

Io sono con voi e rimarrò accanto a voi.

Prego in modo particolare per i pastori affinché siano degni rappresentanti di mio Figlio ed affinché vi conducano con amore sulla strada della verità.

Vi ringrazio!

Apparizione a Mirjana 2 Settembre 2011



Apparizione della Madonna a Mirjana il 2 Settembre 2011 a Medjugorje alla "Croce Blu"

Commento di Padre Livio al Messaggio Del 2 Settembre 2011 Dato Dalla Madonna a Mirjana