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mercoledì 11 gennaio 2012

Commento di Padre Livio al Messaggio del 2 Gennaio 2012

Messaggio a Mirjana del 2 gennaio 2012

Come ogni 2 del mese verso le ore 9 di mattina
la Madonna è apparsa a Medjugorje alla veggente Mirjana e le ha dato il seguente messaggio:

"Cari figli,
mentre con materna preoccupazione guardo nei vostri cuori, vedo in essi dolore e sofferenza, vedo un passato ferito e una ricerca continua, vedo i miei figli che desiderano essere felici, ma non sanno come.
Apritevi al Padre! Questa è la via alla felicità, la via per la quale io desidero guidarvi.
Dio Padre non lascia mai soli i suoi figli e soprattutto non nel dolore e nella disperazione.
Quando lo comprenderete ed accetterete, sarete felici.
La vostra ricerca si concluderà.
Amerete e non avrete timore. La vostra vita sarà la speranza e la verità che è mio Figlio. Vi ringrazio.
Vi prego: pregate per coloro che mio Figlio ha scelto. Non dovete giudicare, perché tutti saranno giudicati".

Commento di Padre Livio al messaggio del 2 gennaio 2012


Questo messaggio certamente è entrato in molti cuori, anche in quelli di chi forse è più lontano dalla fede e dalla pratica religiosa, perché ha un taglio esistenziale molto evidente, in quanto la sofferenza e il dolore sono i nostri compagni, sono i compagni della nostra vita. La Madonna addirittura arriva a parlare anche di disperazione. Lei vede la deriva a cui arriva una vita quando è lontana da Dio, come quando sulla terra non splende più il sole. Immaginatevi cosa sarebbe la terra! Sarebbe una lunga, insopportabile e gelida notte invernale. Così è la vita quando non si prende il sole di Dio che illumina, che riscalda, che dà gioia. Questa è la situazione esistenziale dell’umanità specialmente nel nostro tempo in cui molti vivono come se Dio non esistesse, come se Dio non ci fosse e quindi, anche se sono sazi, come diceva una volta il Cardinale Biffi disegnando un po’ la società del nostro tempo, sono sazi e disperati.
Però quello che mi ha colpito in questo messaggio è che la Madonna non punta il dito contro i sazi e i disperati, ma dice: con materna preoccupazione guardo nei vostri cuori”, cioè la Madonna vede questa umanità che si è allontanata da Dio, da suo Figlio, dalla verità, dalla luce e quindi anche dalla pace. Vede questa umanità sofferente e sofferente per colpa sua, perché non è che manchi la via della salvezza, la via della gioia, anzi, possiamo dire come diceva Giovanni Paolo II: “è in atto un consapevole rifiuto di Cristo”.
Però la Madonna non rimprovera né punta il dito, è come una madre che vede i figli che soffrono, anche se soffrono per colpa propria, anche se soffrono perché hanno voluto sbagliare, nonostante le Sue raccomandazioni, però vedendoli soffrire si dà da fare. Insomma una madre che vede i figli che soffrono non sta lì a valutare se hanno colpa o non hanno colpa, se è colpa loro o colpa di chi, e dice: con materna preoccupazione guardo nei vostri cuori, vedo in essi dolore e sofferenza”, indica le due componenti della vita umana, il dolore e la sofferenza, sia fisica, che psicologica, che spirituale. Questo dolore e questa sofferenza sono contrassegnati da il cumulo delle ferite, delle amarezze, delle sconfitte, il cumulo delle disillusioni, e tutto ciò ha fatto sì che il cuore sia gonfio ormai e quindi si arriva perfino alla disperazione. Questo è lo sguardo materno di Maria: vedo in essi dolore e sofferenza, vedo un passato ferito e una ricerca continua e poi la Madonna dice: perché tutto questo? Perché, come dice Sant’Agostino: “tutti cerchiamo la felicità”, non c’è uomo che non cerchi la felicità, la felicità è il motore della vita, è il motore di tutte le nostre scelte, il motore di tutte le nostre azioni, tutti desideriamo essere felici. Solo che passiamo da un’illusione all’altra e cioè la nostra vita è fatta da un concatenamento di illusioni e delusioni, finché poi il calice dell’amarezza trabocca. Questo perché non abbiamo imboccato la via della felicità, abbiamo cercato la felicità nell’effimero, nelle cose che passano. La Madonna ci aveva già messo in guardia: “tutto crolla, tutto passa, ci aveva anche detto: “cosa vagate qua e là”, soprattutto per noi credenti, noi sappiamo qual è la via della felicità.
La via per la quale la Madonna desidera guidarci, sia ben chiaro è la via stretta, non è la via larga, la via larga è una via illusoria, è quella in cui satana ci distrugge con quello che ci offre, è la via in cui le illusioni di felicità diventano delusioni. La via della felicità è una via più stretta, lo dice il Vangelo, ma come diceva Paolo VI con una felicissima espressione:il Cristianesimo non è facile ma è felice”.
Quindi la via della felicità è meno facile ovviamente di quella larga e spaziosa che satana ci propone, è la via in salita, è la via attraverso la quale noi saliamo in alto, noi sappiamo che tutti i sentieri di montagna sono molto faticosi, però dall’alto si godono dei panorami meravigliosi.
La Madonna ci dice che c’è una via della felicità. Non è vero che la felicità sia un’illusione, come diceva il Leopardi, non è vero che la felicità non esiste, non è vero che la felicità non sia possibile, la felicità esiste, è possibile, anzi potremmo definire la felicità come la pienezza dell’amore, però questo amore che rende felici, questo amore che sazia il cuore, che sazia la nostra fame di assoluto e di felicità, questo amore ce lo dona il Padre Celeste.
Ecco perché la Madonna dice: Apritevi al Padre”. Il Padre Celeste, attraverso Suo Figlio, Verbo Incarnato, e attraverso lo Spirito Santo, lo Spirito d’Amore che è stato diffuso nei nostri cuori nel Battesimo e che molte volte abbiamo perso per strada, ci dona la felicità che è questa pienezza d’Amore ed è l’Amore di Dio diffuso nei nostri cuori.
Senza questo Amore che è certo, che è sicuro, che non tradisce mai, che non passa mai, senza questo Amore non possiamo essere felici. Noi non siamo come gli animali che sono felici quando sono sazi, perché il cuore umano ha fame di amore assoluto e di amore eterno che non c’è nelle creature, ma ci viene soltanto da Dio che ce lo comunica attraverso il Cuore di Gesù Cristo e attraverso il Cuore di Maria.
Bevendo di quell’acqua, cioè di quell’amore non abbiamo più sete, mentre bevendo l’acqua delle cose effimere noi avremo ancora sete, come dice Gesù nell’incontro con la Samaritana.
La via della felicità è aprirsi al Padre. Il Padre ci dà questo Amore, perché Lui non lascia mai i suoi figli soli. Noi molte volte ci sentiamo soli, noi oggi sgomitiamo gli uni vicino agli altri, ma la nostra società è una società di solitudine di massa. La cosa che molte volte sorprende è che le persone sono sole nelle proprie famiglie, hanno la moglie, i figli, i nipoti e poi sono soli, perché dalla solitudine ci sottrae soltanto Dio, perché l’unico vero rimedio alla solitudine è Dio, perché Dio è dentro di te, è una presenza nel tuo intimo, è una presenza che non ti abbandona mai.
Le altre persone sono comunque fuori di te, non possono mai essere veramente il rimedio alla tua solitudine. Se però tu ti apri al Padre Celeste che ti dona attraverso Gesù il suo Amore, il tuo cuore trabocca di amore.
Allora tu donando questo Amore di Dio agli altri, esci dalla solitudine e recuperi il tuo rapporto con gli altri, poiché l’amore che lega è di matrice soprannaturale, è un amore che è al riparo da quelle venature di egoismo che sono nell’amore puramente umano che poi provocano molte volte dolore e sofferenza.
Allora, quando noi abbiamo incontrato l’Amore di Dio, non c’è più niente da cercare, la vostra ricerca si concluderà. Amerete e non avrete timore”. L’Amore di Dio, il sentirsi amati da Dio, sentirsi protetti da Dio, mettere la nostra vita nelle mani di Dio, sentire tutto questo, sentire che la Madonna come Madre che Dio ci ha mandato ci è accanto, ci guida e ci protegge, tutto questo fa sì che noi non cerchiamo più nulla, non c’è più niente da cercare, perché abbiamo trovato il sole della vita, la luce che illumina e il calore che riscalda.
Quando uno ha incontrato l’Amore di Dio, la sua ricerca si conclude, è felice, pur portando la croce.
In questa visione della vita dove splende il sole di Dio anche le paure si dissolvono, la paura del futuro, la paura della morte, la paura della malattia, la paura dei tracolli economici, anche perché poi, quello che dice Gesù: “guardate gli uccelli del cielo: non seminano, non mietono … eppure il Padre Celeste li nutre, .. guardate come crescono i gigli del campo, non faticano e non filano …. Neanche Salomone, con tutta la sua gloria, fu vestito come uno di loro.. cercate prima il regno di Dio… tutto il resto vi verrà dato in sovrappiù” (Matteo 6,25), quelle parole di Gesù sono molto vere e se noi crediamo in queste cose poi sperimentiamo quanto sono vere nella nostra vita, sperimentiamo che Dio c’è, che Dio ci ama, che Dio ci aiuta e vediamo che la preghiera fatta con fede è sempre ascoltata.
Dio ci dà i segni della sua benevolenza, del suo Amore, della sua presenza, e così la vostra vita sarà la speranza e la verità che è mio Figlio”, cioè vivremo in Cristo Gesù, vivremo come Gesù nell’affidamento totale al Padre Celeste.
All’inizio dell’anno la Madonna ci invita all’abbandono totale in Dio, alla ricerca del suo Amore, a non disperare della felicità che è possibile e che ci viene donata. La felicità è un dono prima ancora che una conquista e questa è l’amore di Dio diffuso nei nostri cuori, con questo amore di Dio diffuso nei nostri cuori affrontiamo questo nuovo anno, che sia un anno pieno di opere buone, come la Madonna ha detto nel messaggio precedente. Quando noi abbiamo sperimentato l’amore di Dio, noi poi siamo le sue mani gioiosamente tese verso i fratelli. Amerete e non avrete timore! Che bello!
La Madonna, che come vedete è veramente la Madre della Chiesa, da circa due anni, è molto preoccupata per la Chiesa e non fa che richiamare tutti noi a pregare per i pastori della Chiesa, ad amare i pastori della Chiesa, a non giudicare i pastori della Chiesa. Questa volta però l’esortazione è accompagnata da un ammonimento: perché tutti saranno giudicati”, cioè tutti gli uomini saranno giudicati e vorrei aggiungere la parola che ha detto Gesù stesso: “con la misura con la quale giudicherete, sarete giudicati”.
La Madonna veramente parla da Madonna, nessuno al mondo parla come la Madonna, nessuno parla come Lei.

domenica 8 gennaio 2012

Testimonianza Di Marija Ai Pellegrini Italiani Alla Fine Di Dicembre 2011

mercoledì 4 gennaio 2012

Messaggi Che Parlano Dei 10 Segreti Di Medjugorje

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Messaggi sui 10 Segreti


Messaggio del 14 aprile 1982
Dovete sapere che Satana esiste. Egli un giorno si e' presentato davanti al trono di Dio e ha chiesto il permesso di tentare la Chiesa per un certo periodo con l'intenzione di distruggerla. Dio ha permesso a Satana di mettere la Chiesa alla prova per un secolo ma ha aggiunto: Non la distruggerai!: Questo secolo in cui vivete e' sotto il potere di Satana ma, quando saranno realizzati i segreti che vi sono stati affidati, il suo potere verra' distrutto. Gia ora egli comincia a perdere il suo potere e percio' e' diventato ancora più' aggressivo: distrugge i matrimoni, solleva discordie anche tra le anime consacrate, causa ossessioni, provoca omicidi. Proteggetevi dunque con il digiuno e la preghiera, soprattutto con la preghiera comunitaria. Portate addosso oggetti benedetti e poneteli anche nelle vostre case. E riprendete l'uso dell'acqua benedetta!

Messaggio del 23 dicembre 1982
Tutti i segreti che ho confidato si realizzeranno e anche il segno visibile si manifestera' Ma non aspettate questo segno per soddisfare la vostra curiosita'. Questo, prima del segno visibile, e' un tempo di grazia per i credenti. Percio' convertitevi e approfondite la vostra fede! Quando verra' il segno visibile, per molti sara' gia' troppo tardi.

Messaggio del 7 maggio 1985
«Cara figlia mia (Ivanka), oggi è il nostro ultimo incontro. Non essere triste, perché io verrò a farti visita in occasione di tutti gli anniversari, tranne il prossimo. Figlia mia, non pensare di aver commesso qualche errore e che per questo motivo non verrò più a farti visita. Non hai fatto nulla. Tu hai accolto con tutto il cuore e realizzato i piani che mio Figlio e io avevamo. Sii felice, perché io sono tua Madre, che ti ama con tutto il cuore. Ivanka, grazie per aver risposto alla chiamata di mio Figlio e per essere stata così perseverante come Lui si aspettava. Figlia, di’ ai tuoi amici che mio Figlio e io saremo sempre con loro quando ci cercheranno e invocheranno. Quello che ti ho detto in questi anni a proposito dei segreti non rivelarlo a nessuno, fino a quando io non te lo dirò. Ivanka, la grazia che tu e i tuoi fratelli avete ricevuto non l’ha ricevuta nessuno fino a ora in terra».

Messaggio del 28 gennaio 1987
Miei cari figli! Sono venuta da voi per condurvi alla purezza dell’anima e, quindi, verso Dio. Ma come mi avete accolto? All’inizio senza credere, con paura e sfiducia verso i ragazzi che ho scelto. Poi una maggioranza di voi mi ha accolto nel suo cuore e ha incominciato a mettere in pratica le mie richieste materne. Ma purtroppo questo non è durato a lungo. In qualunque luogo io vada, e con me mio Figlio, là mi raggiunge anche Satana. Voi avete permesso, senza accorgervene, che prendesse il sopravvento in voi, che vi dominasse. Alcune volte capite che qualche vostro gesto non è permesso da Dio, ma rapidamente soffocate questo sentimento. Non cedete, figli miei! Asciugate dal mio volto le lacrime che verso osservando quello che fate. Guardatevi intorno! Trovate il tempo per accostarvi a Dio in chiesa. Venite nella casa del Padre vostro. Trovate il tempo per riunirvi in famiglia e supplicare grazia da Dio. Ricordatevi dei vostri morti, date loro gioia con la celebrazione della Messa. Non guardate con disprezzo il povero che vi supplica per una crosta di pane. Non cacciatelo dalla vostra mensa piena. Aiutatelo, ed anche Dio aiuterà voi. Forse la benedizione che il povero vi dà come ringraziamento, si realizza, forse Dio lo ascolta. Voi, figli miei, avete dimenticato tutto questo. E in ciò ha contribuito anche Satana. Non cedete! Pregate con me! Non ingannatevi pensando: “Io sono buono, ma il fratello che mi sta accanto non vale nulla”. Non sareste nel giusto. Io, come vostra madre, vi amo e perciò vi ammonisco. Qui ci sono dei segreti, figli miei! Non si sa di che si tratta, ma quando lo si verrà a sapere, sarà tardi! Ritornate alla preghiera! Nulla è più importante di essa. Vorrei che il Signore mi permettesse di chiarirvi almeno in parte i segreti; ma sono già troppe le grazie che vi offre. Pensate a quanto voi offrite a Lui. Quando avete rinunciato l’ultima volta a qualche cosa per il Signore? Non voglio rimproverarvi ulteriormente. Desidero invece invitarvi ancora una volta alla preghiera, al digiuno, alla penitenza. Se col digiuno desiderate ottenere una grazia da Dio, che nessuno sappia che digiunate. Se con un dono ad un povero, desiderate ottenere una grazia da Dio, che nessuno lo sappia all’infuori di voi e del Signore. Ascoltatemi, figli miei e riflettete in preghiera su questi miei richiami!

Messaggio del 25 agosto 1991
Cari figli, anche oggi vi invito alla preghiera, adesso come mai prima, quando il mio piano ha cominciato a realizzarsi. Satana è forte e desidera bloccare i progetti della pace e della gioia e farvi pensare che mio Figlio non sia forte nelle sue decisioni. Perciò vi invito, cari figli, a pregare e digiunare ancora più fortemente. Vi invito alla rinuncia durante nove giorni, affinché con il vostro aiuto sia realizzato tutto quello che voglio realizzare attraverso i segreti che ho iniziato a Fatima. Vi invito, cari figli, a comprendere l'importanza della mia venuta e la serietà della situazione. Desidero salvare tutte le anime e presentarle a Dio. Perciò preghiamo affinché tutto quello che ho cominciato sia realizzato completamente. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

Messaggio del 25 dicembre 2010
Jakov ha detto: La Madonna mi ha parlato dei segreti e alla fine ha detto: pregate, pregate,
pregate.

Apparizione Della Madonna di Medjugorje a Mirjiana Del 2 Gennaio 2012

lunedì 2 gennaio 2012

Messaggio Della Madonna di Medjugorje Dato a Mirjiana il 2 Gennaio 2012



“Cari figli, mentre con materna preoccupazione guardo nei vostri cuori, vedo in essi dolore e sofferenza; vedo un passato ferito e una ricerca continua; vedo i miei figli che desiderano essere felici, ma non sanno come. Apritevi al Padre. Questa è la via alla felicità, la via per la quale io desidero guidarvi. Dio Padre non lascia mai soli i suoi figli e soprattutto non nel dolore e nella disperazione. Quando lo comprenderete ed accetterete sarete felici. La vostra ricerca si concluderà. Amerete e non avrete timore. La vostra vita sarà la speranza e la verità che è mio Figlio. Vi ringrazio".

"Vi prego: pregate per coloro che mio Figlio ha scelto. Non dovete giudicare, perché tutti saranno giudicati“.

venerdì 30 dicembre 2011

Buon Anno 2012

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Messaggio Della Madonna Dato a Marija Pavlovic il 25 Dicembre 2011

venerdì 23 dicembre 2011

Buon Natale 2011

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martedì 20 dicembre 2011

Papa Benedetto XVI Incontra i Detenuti di Rebibbia Domenica 18 Dicembre 2011


Il Papa ai detenuti: "So che in voi il Signore mi aspetta"

Le conversazioni nel carcere di Rebibbia hanno toccato aspetti cruciali della vita e della fede

Tante domande, mai banali, sul senso della vita, sulla fede, sui mali della società contemporanea, sui motivi di speranza al giorno d’oggi.
Nel corso della sua visita di ieri mattina alla Casa Circondariale di Rebibbia, papa Benedetto XVI ha conversato con alcuni detenuti, ricordando che la Chiesa non si dimentica mai di pregare e agire per loro.

A Rocco, che auspicava una risposta delle istituzioni alla denuncia del sovraffollamento delle carceri, il papa ha risposto che “certamente, il senso di queste carceri è proprio quello di aiutare la giustizia, e la giustizia implica come primo fatto la dignità umana”.

Menzionando il precedente intervento del ministro della Giustizia, Paola Severino, il Santo Padre si è detto “convinto” di un responso positivo sulle problematiche delle carceri da parte del governo italiano, nella speranza che si possa “rinnovare la dignità umana”.

Il Pontefice è poi rimasto commosso alle parole del detenuto Omar che gli domandava di “permetterci di aggrapparci con te con la nostra sofferenza e quella dei nostri familiari, come un cavo elettrico che comunichi con il Signore Nostro”.

“So che in voi il Signore mi aspetta – ha risposto il Papa - che voi avete bisogno di questo riconoscimento umano e che avete bisogno di questa presenza del Signore”. E ha aggiunto: “Io invito anche tutti gli altri a pregare, così che un forte cavo, per così dire, sia, che vi tira al Signore e ci collega anche tra di noi, perché andando al Signore siamo anche collegati tra noi”.

Alberto, detenuto padre di una bimba di appena un mese, ha espresso al Santo Padre il proprio disappunto per non poter trascorrere il Natale con la propria famiglia, “nonostante abbia ampiamente pagato il debito verso la società”.

“Lei sa che per la dottrina della Chiesa la famiglia è fondamentale – ha risposto Benedetto XVI - importante che il padre possa tenere in braccio la figlia. E così, prego e spero che quanto prima Lei possa realmente avere in braccio Sua figlia, essere con Sua moglie e con Sua figlia per costruire una bella famiglia e così anche collaborare al futuro dell’Italia”.

A nome dei detenuti del braccio G14, ovvero quello dei malati – tra cui molti sieropositivi – ha parlato Federico: “Lei è il Papa di tutti e noi la preghiamo di fare in modo che non ci venga strappata la dignità, insieme alla libertà. Perché non sia più dato per scontato che recluso voglia dire escluso per sempre”.

A Federico il Santo Padre ha risposto: “Io penso alla mia piccola famiglia papale, sono circondato da quattro suore laiche e parliamo spesso di questo problema, loro hanno amici in diverse carceri, riceviamo anche doni da loro e diamo da parte nostra il nostro dono, quindi questa realtà è in modo molto positivo presente nella mia famiglia e penso in tante altre”.

Sul disprezzo di cui spesso i detenuti sono oggetto, Benedetto XVI ha affermato: “Dobbiamo sopportare che alcuni parlano in modo feroce, anche contro il Papa e tuttavia andiamo avanti”.
Gianni, del reparto G8, ha chiesto lumi sulla possibilità da parte di un detenuto di ricevere il perdono dal Signore anche in assenza della confessione sacramentale alla presenza di un sacerdote.

“Se Lei si mette in ginocchio e con vero amore di Dio prega che Dio perdoni, perdona”, ha risposto il Santo Padre, precisando poi che, come afferma la Dottrina della Chiesa, il peccato ha anche una dimensione “orizzontale”, avendo “sporcato la comunione della Chiesa, sporcato l’umanità”.

“L’assoluzione sacramentale – ha proseguito a tal proposito il Papa - è necessaria per realmente risolvermi, assolvermi da questo legame del male e ri-integrarmi nella volontà di Dio, nell’ottica di Dio, completamente nella sua Chiesa, e darmi la certezza, anche quasi corporale, sacramentale: Dio mi perdona, mi riceve nella comunità dei suoi figli”.

Il detenuto Nwaihim, di origini africane, ha domandato a Benedetto XVI perché nel suo continente tanta gente muoia “tra povertà e violenze. Forse Dio non li ascolta?”. Memore della recente visita pastorale in Benin, il Santo Padre ha risposto di aver percepito “anche la gioia di vivere” in terra d’Africa, nonostante l’estrema sofferenza.

“Le misure di Dio, i criteri di Dio, sono diversi dai nostri – ha aggiunto il Papa -. Dio dà anche a questi poveri gioia, la riconoscenza della sua presenza, fa loro sentire che è vicino a loro anche nella sofferenza, nelle difficoltà, e naturalmente ci chiama tutti perché noi facciamo tutto perché possiamo uscire da queste oscurità delle malattie, della povertà”.

domenica 18 dicembre 2011

Spalancate Le Porte a Cristo


Spalancate le porte a Cristo!
Non abbiate paura
di accogliere Cristo
e di accettare la Sua potestà!
Aiutate il Papa
e tutti quanti vogliono servire Cristo
e, con la potestà di Cristo,
servire l'uomo e l'umanità intera!
Non abbiate paura!
Aprite, anzi spalancate
le porte a Cristo!...

...Non abbiate paura!
Cristo sa cosa è dentro l'uomo.
Solo Lui lo sa!
Oggi così spesso l'uomo non sa
cosa si porta dentro,
nel profondo del suo animo,
del suo cuore.
Così spesso è incerto
del senso della sua vita
su questa terra.
E' invaso dal dubbio
che si tramuta in disperazione.

Permettete a Cristo
di parlare all'uomo.
Solo Lui ha parole di vita,
sì, di vita eterna!

Giovanni Paolo II