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venerdì 11 febbraio 2011

Preghiera alla Beata Vergine Maria di Lourdes


Preghiera alla Beata Vergine Maria di Lourdes


(Festa l'11 Febbraio)

Docili all'invito della tua voce materna, o Vergine Immacolata di Lourdes, accorriamo ai tuoi piedi presso la grotta, ove ti degnasti di apparire per indicare ai peccatori il cammino della preghiera e della penitenza e per dispensare ai sofferenti le grazie e i prodigi della tua sovrana bontà.
O candida visione di Paradiso, allontana dalle menti le tenebre dell'errore con la luce della fede, solleva le anime affrante con il celeste profumo della speranza, ravviva gli aridi cuori con l'onda divina della carità. Fa' che amiamo e serviamo il tuo dolce Gesù, così da meritare la felicità eterna. Amen.

mercoledì 9 febbraio 2011

Preghiera a Santa Apollonia

Santa Apollonia Vergine e Martire
Patrona Dei Dentisti

Al tempo dell'imperatore Filippo ad Alessandria ci fu una tremenda persecuzione contro i cristiani.
Tra gli altri, fu martirizzata l'anziana vergine Apollonia, alla quale ruppero tutti i denti.
Poi accesero un gran fuoco e la minacciarono di arrostirla, se non avesse bestemmiato contro Gesu'.
Apollonia finse di acconsentire, chiese un poco di tregua, approfittandone poi per gettarsi volontariamente tra le fiamme. Era l'anno 249.
Per il particolare supplizio subito, è stata scelta quale patrona dei dentisti (e dei loro pazienti)

"Preghiera"

O gloriosa Santa Apollonia, per quell’acutissimo dolore che voi soffriste quando, per ordine del tiranno, vi furono strappati i denti che tanto aggiungevano di decoro al vostro angelico volto, otteneteci dal Signore la grazia di essere sempre liberati da ogni molestia relativa a questo senso, o per lo meno soffrirla costantemente con imperturbabile rassegnazione. E per quello inaudito coraggio con cui al primo impulso dello spirito santo, vi slanciaste spontaneamente in mezzo al fuoco, senza che i carnefici vi trascinassero dentro, otteneteci dal Signore la grazia di secondare prontamente le divine ispirazioni e di sostenere, non solo con rassegnazione, ma ancora con allegria tutte le croci che egli si degnerà di inviarci. Amen.
Gloria al Padre...

martedì 8 febbraio 2011

Santa Giuseppina Bakhita 8 Febbraio

M. Bakhita nacque a Olgossa di Darfur nel Sudan nel 1869. A nove anni fu rapita e venduta come schiava. Fu riscattata dal console italiano a Khartum, Callisto Legnani che la offrì all'amico veneziano Augusto Michieli. Questi la lasciò libera e nel 1890 ricevette il battesimo e la cresima dal patrarca di Venezia. Il 7 dicembre 1893 chiese di entrare come novizia tra le figlie di S. Maddalena di Canossa e nel 1896 fece la sua professione religiosa.
Nel 1902 entro in convento a Schio (Vicenza), dove prestò servizio prima come cuoca, poi in sacrestia e quindi come portinaia. Ricca di dolcessa e umanità Giuseppina fu conosciuta da tutti come "Madre Moretta". All'inizio della seconda guerra mondiale si ammalò. Morì a Schio l'8 febbraio 1947. Il processo per la causa di canonizzazione iniziò dodici anni dopo la sua morte e il 1 dicembre 1979 la chiesa emanò il decreto sull'eroicità delle sue virtù. Beatificata da Giovanni Paolo II nel 1992 è stata elevata agli onori degli altari il 1 ottobre 2000 dallo stesso pontefice. La divina Provvidenza che "ha cura di fiori del campo e degli uccelli dell'aria", ha guidato questa schiava sudanese attraverso innumerevoli e indicibili sofferenze, alla libertà umana e a quella della fede, fino alla consacrazione di tutta la propria vita a Dio per l'avvento del Regno.

"Preghiera"

O Dio , Padre di misericordia , che ci hai donato SANTA GIUSEPPINA BAKHITA quale sorella universale , evangelico modello di fede semplice e di operosa carità , dona anche a noi la volontà di credere ed amare secondo il Vangelo , ed esaudisci le preghiere di chiunque invoca la sua intercessione.
Per Cristo nostro Signore . Amen .
Gloria al Padre .....

lunedì 7 febbraio 2011

La Passione Di Cristo

sabato 5 febbraio 2011

Messaggio Per La 33ª Giornata Nazionale Per La Vita (6 Febbraio 2011)

“Educare Alla Pienezza Della Vita”

L’educazione è la sfida e il compito urgente a cui tutti siamo chiamati, ciascuno secondo il ruolo proprio e la specifica vocazione.
Auspichiamo e vogliamo impegnarci per educare alla pienezza della vita, sostenendo e facendo crescere, a partire dalle nuove generazioni, una cultura della vita che la accolga e la custodisca dal concepimento al suo termine naturale e che la favorisca sempre, anche quando è debole e bisognosa di aiuto.
Come osserva Papa Benedetto XVI, «alla radice della crisi dell’educazione c’è una crisi di fiducia nella vita» (Lettera alla Diocesi e alla città di Roma sul compito urgente dell’educazione, 21 gennaio 2008). Con preoccupante frequenza, la cronaca riferisce episodi di efferata violenza: creature a cui è impedito di nascere, esistenze brutalmente spezzate, anziani abbandonati, vittime di incidenti sulla strada e sul lavoro.
Cogliamo in questo il segno di un’estenuazione della cultura della vita, l’unica capace di educare al rispetto e alla cura di essa in ogni stagione e particolarmente nelle sue espressioni più fragili. Il fattore più inquietante è l’assuefazione: tutto pare ormai normale e lascia intravedere un’umanità sorda al grido di chi non può difendersi. Smarrito il senso di Dio, l’uomo smarrisce se stesso: «l’oblio di Dio rende opaca la creatura stessa» (Gaudium et spes, n. 36).
Occorre perciò una svolta culturale, propiziata dai numerosi e confortanti segnali di speranza, germi di un’autentica civiltà dell’amore, presenti nella Chiesa e nella società italiana. Tanti uomini e donne di buona volontà, giovani, laici, sacerdoti e persone consacrate, sono fortemente impegnati a difendere e promuovere la vita. Grazie a loro anche quest’anno molte donne, seppur in condizioni disagiate, saranno messe in condizione di accogliere la vita che nasce, sconfiggendo la tentazione dell’aborto.
Vogliamo di cuore ringraziare le famiglie, le parrocchie, gli istituti religiosi, i consultori d’ispirazione cristiana e tutte le associazioni che giorno dopo giorno si adoperano per sostenere la vita nascente, tendendo la mano a chi è in difficoltà e da solo non riuscirebbe a fare fronte agli impegni che essa comporta.
Quest’azione di sostegno verso la vita che nasce, per essere davvero feconda, esige un contesto ecclesiale propizio, come pure interventi sociali e legislativi mirati. Occorre diffondere un nuovo umanesimo, educando ogni persona di buona volontà, e in particolare le giovani generazioni, a guardare alla vita come al dono più alto che Dio ha fatto all’umanità. «L’uomo – afferma Benedetto XVI – è veramente creato per ciò che è grande, per l’infinito. Il desiderio della vita più grande è un segno del fatto che ci ha creati Lui, che portiamo la sua “impronta”. Dio è vita, e per questo ogni creatura tende alla vita; in modo unico e speciale la persona umana, fatta ad immagine di Dio, aspira all’amore, alla gioia e alla pace» (Messaggio per la XXVI Giornata Mondiale della Gioventù 2011, 6 agosto 2010, n. 1).
È proprio la bellezza e la forza dell’amore a dare pienezza di senso alla vita e a tradursi in spirito di sacrificio, dedizione generosa e accompagnamento assiduo. Pensiamo con riconoscenza alle tante famiglie che accudiscono nelle loro case i familiari anziani e agli sposi che, talvolta anche in ristrettezze economiche, accolgono con slancio nuove creature. Guardiamo con affetto ai genitori che, con grande pazienza, accompagnano i figli adolescenti nella crescita umana e spirituale e li orientano con profonda tenerezza verso ciò che è giusto e buono. Ci piace sottolineare il contributo di quei nonni che, con abnegazione, si affiancano alle nuove generazioni educandole alla sapienza e aiutandole a discernere, alla luce della loro esperienza, ciò che conta davvero.
Oltre le mura della propria casa, molti giovani incontrano autentici maestri di vita: sono i sacerdoti che si spendono per le comunità loro affidate, esprimendo la paternità di Dio verso i piccoli e i poveri; sono gli insegnanti che, con passione e competenza, introducono al mistero della vita, facendo della scuola un’esperienza generativa e un luogo di vera educazione. Anche a loro diciamo grazie.
Ogni ambiente umano, animato da un’adeguata azione educativa, può divenire fecondo e far rifiorire la vita. È necessario, però, che l’anelito alla fraternità, posto nel profondo del cuore di ogni uomo, sia illuminato dalla consapevolezza della figliolanza e dalla gratitudine per un dono così grande, dando ali al desiderio di pienezza di senso dell’esistenza umana. Il nostro stile di vita, contraddistinto dall’impegno per il dono di sé, diventa così un inno di lode e ci rende seminatori di speranza in questi tempi difficili ed entusiasmanti.

Roma, 7 ottobre 2010
Memoria della Beata Vergine del Rosario

CONSIGLIO EPISCOPALE PERMANENTE

Qui Potete Scaricate Gratis Il Messaggio Della Giornata Per La Vita

venerdì 4 febbraio 2011

Coroncina di Padre Pio al Sacro Cuore di Gesù

CORONCINA AL SACRO CUORE DI GESÙ
Recitata Tutti i Giorni da Padre Pio

1) O mio Gesù, che hai detto: "In verità vi dico, chiedete ed otterrete, cercate e troverete, picchiate e vi sarà aperto!", ecco che io picchio, io cerco, io chiedo la grazia...
• Recitare: un Padre Nostro, Ave Maria e Gloria
• Infine: Sacro Cuore di Gesù, confido e spero in te.

2) O mio Gesù, che hai detto: "In verità vi dico, qualunque cosa chiederete al Padre mio nel mio nome, Egli ve la concederà!", ecco che al Padre tuo, nel tuo nome, io chiedo la grazia...
• Recitare: un Padre Nostro, Ave Maria e Gloria
• Infine: Sacro Cuore di Gesù, confido e spero in te.

3) O mio Gesù, che hai detto: "In verità vi dico, passeranno il cielo e la terra, ma le mie parole mai!", ecco che, appoggiato all'infallibilità delle tue sante parole, io chiedo la grazia...
• Recitare: un Padre Nostro, Ave Maria e Gloria
• Infine: Sacro Cuore di Gesù, confido e spero in te.

O Sacro Cuore di Gesù, cui è impossibile non avere compassione degli infelici, abbi pietà di noi miseri peccatori, ed accordaci le grazie che ti domandiamo per mezzo dell'Immacolato Cuore di Maria, tua e nostra tenera Madre.
• S. Giuseppe, padre putativo del S. Cuore di Gesù, prega per noi.
Recitare Salve o Regina

La presente coroncina era recitata, ogni giorno, da Padre Pio, per tutti quelli che si raccomandavano alle sue preghiere. I fedeli sono invitati ad unirsi spiritualmente a lui, recitando anch'essi, quotidianamente, la stessa preghiera.

Video Commento di Padre Livio al Messaggio del 2 Febbraio 2011 a Mirjana

giovedì 3 febbraio 2011

San Biagio 3 Febbraio

mercoledì 2 febbraio 2011

Messaggio Del 2 Febbraio 2011 a Mirjana

"Cari figli, vi radunate intorno a me, cercate la vostra strada, cercate, cercate la verità, ma dimenticate la cosa più importante: dimenticate di pregare correttamente. Le vostre labbra pronunciano parole senza numero, ma il vostro spirito non prova nulla. Vagando nelle tenebre, immaginate anche Dio stesso secondo il vostro modo di pensare e non quale è veramente nel Suo Amore. Cari figli, la vera preghiera proviene dalla profondità del vostro cuore, dalla vostra sofferenza, dalla vostra gioia, dalla vostra richiesta di perdono dei peccati. Questa è la via per la conoscenza del vero Dio e con ciò stesso anche di se stessi, perché siete creati a Sua immagine. La preghiera vi condurrà al compimento del mio desiderio, della mia missione qui con voi, l’unità nella famiglia di Dio. Vi ringrazio".

La Candelora 2 Febbraio

Il 2 febbraio la Chiesa cattolica celebra la presentazione al Tempio di Gesù (Lc 2,22-39)

popolarmente chiamata festa della Candelora, perché in questo giorno si benedicono le candele, simbolo di Cristo "luce per illuminare le genti", come il bambino Gesù venne chiamato dal vecchio Simeone al momento della presentazione al Tempio di Gerusalemme, che era prescritta dalla Legge giudaica per i primogeniti maschi.

La festa è anche detta della Purificazione di Maria, perché, secondo l'usanza ebraica, una donna era considerata impura per un periodo di 40 giorni dopo il parto di un maschio e doveva andare al Tempio per purificarsi: il 2 febbraio cade appunto 40 giorni dopo il 25 dicembre, giorno della nascita di Gesù.

Anticamente questa festa veniva celebrata il 14 febbraio (40 giorni dopo l'Epifania), e la prima testimonianza al riguardo ci è data da Egeria nel suo Itinerarium Egeriae (cap. 26). La denominazione di "Candelora" data popolarmente alla festa deriva dalla somiglianza del rito del Lucernare, di cui parla Egeria: "Si accendono tutte le lampade e i ceri, facendo così una luce grandissima" (Itinerarium 24, 4), con le antiche fiaccolate rituali che si facevano nei Lupercali (antichissima festività romana che si celebrava proprio a metà febbraio). Ma la somiglianza più significativa tra le due festività si ha nell'idea della purificazione: nell'una relativa all'usanza ebraica:

Quando una donna sarà rimasta incinta e darà alla luce un maschio, sarà immonda per sette giorni; sarà immonda come nel tempo delle sue regole. L'ottavo giorno si circonciderà il bambino. Poi essa resterà ancora trentatré giorni a purificarsi dal suo sangue; non toccherà alcuna cosa santa e non entrerà nel santuario, finché non siano compiuti i giorni della sua purificazione (Levitico 12,2-4)